Zéh Palito, Untouchable Negritude

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Luce Gallery è lieta di annunciare Untouchable Negritude, la prima mostra personale dell’artista brasiliano Zéh Palito presso la galleria.

Il nuovo corpo di lavoro è una presentazione di una serie dei suoi soggetti classici tratti dalla cultura dell’artista e del suo amore per i colori brillanti, con atmosfere rilassate e intense. Tutti i dipinti hanno dimensioni simili tra di loro, in una sorta di ripetizione dello stesso esercizio, dove è visibile l’assenza di uno sfondo definito all’interno delle scene rappresentate, nel tentativo di portare l’attenzione sul soggetto principale, anche attraverso l’uso della stessa palette di colori, edi alcuni loghi famosi che affondano nella cultura visiva popolare.

“Untouchable Negritude riunisce opere che rappresentano la Blackness attraverso lo sguardo di Zéh Palito. Pieno di sfumaturei, il lavoro di Palito rivela aspetti di vita della diaspora africana contemporanea dipingendo figure che emanano soddisfazione e sicurezza di sé. Adornate con oro e altri gioielli, conchiglie, frutti esotici e fiori, ognuna diventa il centro dell’attenzione e quindi protagonista della propria storia.

Ciascun soggetto assume una posizione di potere che esprime un’identità positiva e rende omaggio a un ricco patrimonio culturale. In combinazione all’uso di colori vivaci, trasmette fiducia in sé stesso attraverso la propria semplice esistenza.

Palito è un narratore e osservatore culturale. Questa mostra è un mezzo di cui si serve per raccontare storie uniche dell’esperienza nera.”

Thomas James (curatore)

“Tropical Diaspora di Zéh Palito è come un’invitante dolce brezza che scorre sull’oceano durante un giorno caldo estivo. La sua vitalità porta di fronte a noi una nuova prospettiva, l’amore per sé e per gli altri, ed un apprezzamento della “Blackness” in tutto il mondo.

Palito crea dipinti selvaggiamente vividi che catturano scenari desiderati e spazi pieni di vita.

Questi inoltre rappresentano la figura nera circondata dalla natura, dalla fantasia e gli oggetti

associati ai piaceri, mentre mantiene gli ambienti e i soggetti armonizzati l’uno con l’altro.

I soggetti, nei loro modi più genuini, incontrano lo spettatore sia formalmente che contestualmente.

I lavori sono come i cartelli vintage pubblicitari di strada per beni di lusso, ma lo scambio e’ solo in moneta culturale, qualcosa che non si puo’ comprare. La visione di Palito del futuro è una giustapposizione con un immaginario dal passato.

La nuova immagine è quella della fiducia e dell’eccitazione per il mondo che vede. Amore e luce coesistono e sono rappresentati nell’espressione pittorica e nell’applicazione gestuale che si trova nell’opera. L’immaginario familiare è dipinto in modo sciolto o è diventato un motivo con segni di stiramento non finiti, che ricordano i murales visti in vari stadi di produzione -una forma d’arte che Palito conosce molto bene.

Derrick Adams

Le opere sono una “Diaspora tropicale” in si visualizzano narrazioni costruite fantasiosamente che riflettono un mondo atmosferico di meraviglia e simbolismo. C’è molto da considerare mentre si esplora il linguaggio visivo e la mitologia in cui questi dinamismi sono costruiti.

 

 

English version

 

 

 

 Luce Gallery is pleased to announce Untouchable Negritude, the first solo exhibition at the Gallery by the Brazilian artist Zéh Palito. 

The new body of work it’s a presentation of a series of his classic subjects drawn from the artist’s culture and love for bright colors, relaxed and intense atmospheres. All paintings are displayed on similar sizes in a sort of repetition of the same exercise, where is visible the absence of a defined background in the represented scene, in the attempt to focus the attention of the main subjects. Also the palette of colors are repeated as some famous brands logos that refers to a popular folk culture. 

“Untouchable Negritude is a collection of works that showcase Blackness through the lens of Zéh Palito. Riddled with nuance, Palito provides insight to contemporary African Diasporic life by painting figures that exude satisfaction and self-assurance. Adorned with gold and other jewels, shells, exotic fruits, and flowers, each figure becomes the center of attention, thus allowing them to become the protagonist of their own story.

Each figure is positioned in a stance of power that illustrates a positive self-identity and pays homage to a rich cultural heritage. Combined with the use of bright colors, each figure demonstrates confidence through their mere existence.

Palito is a storyteller and cultural observer. This exhibition is a vehicle in which he is using to tell unique stories of the black experience.”

Thomas James (curator)

“Zéh Palito’s Tropical Diaspora is like a cool inviting breeze rolling off of the ocean on a warm summer day. His vibrancy brings forth new perspective, love of self and others, and an appreciation of Blackness worldwide. Palito creates wildly vivid paintings that capture aspirational scenes and spaces full of life. They also depict the Black figure surrounded by nature, fantasy and objects associated with leisure, while keeping the environments and subjects in-tune with one another. The subjects, in their most honest manner, greet you both formally and contextually. These works are like a vintage hand painted commercial street sign of luxury goods, but the exchange is only cultural currency something you can’t buy.

Palito’s vision of the future is juxtaposition with imagery from the past. The new image is one of confidence and excitement about the world he sees. Love and light coexist and are represented in the painterly expression and gesturing application found in the work. Familiar imagery has either been loosely painted or has become a motif with unfinished stretch markings, reminiscent of murals seen in various stages of production – an art form Palito is very familiar with.

Derrick Adams

The works are one “Tropical Diaspora” where display imaginatively constructed narratives reflecting an atmospheric world of wonder and symbolism. There is much to consider as you explore the visual language and mythology in which these dynamisms are built up.”